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CONCERTO DI SAN VALENTINO 2018

CONCERTO DI SAN VALENTINO 2018

Dalla platea, con ammirazione

 

 

E’ andata anche la XXIII edizione… che bel modo di ricordare chi ha tanto amato le qualità grandi e piccole dei giovani, don Isidoro. Tanta musica, tanto entusiasmo, tanta emozione sul palco in ben tre momenti, due mattinate in allegria informale e la serata più formale dedicata alle mamme e ai papà, agli insegnanti, a tutto il personale della scuola e alla Preside che del concerto va tanto fiera.

 

Sono in platea per godermi l’offerta degli studenti, anche per rivedere gli ex che ho caldamente invitato ma che sarebbero venuti comunque. E’ una serata di eleganza, non saremo alla Scala ma un certo look ci vuole, ci mancherebbe, anche questo è un modo di dire che voi, sul palco, siete importanti. Qualche urletto da dietro il sipario e tre faccine che spuntano bizzarre danno il segnale che si comincia, mesi di prove e organizzazione finalmente al punto.

 

L’ouverture è sfarzosa: nientemeno che con Re Enrico VIII e Lorenzo il Magnifico, sulle note e i movimenti del Coro Polymnia, ormai collaudatissimo protagonista sulla scene non solo con la preparazione canora, ma anche per la brillante idea di evocare ambienti ed epoche con azzeccate coreografie, in questo caso le corti danzanti da Firenze all’Inghilterra tra Quattrocento e Cinquecento.

 

I bravi presentatori di questa edizione hanno deciso di raccontare i pezzi messi in scena e hanno accuratamente preparato i testi. So già che Edoardo rivendicherà una quantificazione ufficiale di quanto fatto  (absit iniuria verbis…), vedrò che cosa si può fare, d’altra parte come non riconoscergli quella “u” correttamente alla greca nella pronuncia del nome del Coro! Sarà poi l’effetto comparazione del contemporaneo Sanremo, ma davvero sono professionali: apre disinvoltissima Bianca che nel dare avvio alle performances ricorda al pubblico che tutti loro sono lì per testimoniare impegno, dedizione, passione. Però, che lezione dai giovani.

 

Al via il prima tempo. Ecco Sofia al flauto traverso, molto sofisticato, in un danzante Seicento di cui Benedetto Marcello sarebbe fierissimo. Si passa alle intense parole di Christina Aguilera sulla bocca di Martina: nel suo look pop, accompagnata al piano da Giulia, dice al mondo che la bellezza è dentro e c’è sempre. La romantica ballata è interpretata dai movimenti sicuri e leggeri di Chiara e Nicole, eleganti passi tra veli scuri e un nastro blu. Una novità piacevolissima è il grintoso Crespi’s Harmony, vocal ensamble coordinato dalla poliedrica Monica Balabio, insuperabile direttore del Coro di Istituto: armoniche voci a cappella che interpretano un interessante pezzo pop a cappella. Ma ecco sulla scena direttamente da Grease una travolgente Rizzo, alias Alice, perfettamente calata nella vitalissima parte della brunetta del musical, identico appeal e voce potente. Dopo le voci si passa ancora agli strumenti: ritorna il clarinetto di Matteo, ironico come il suo suonatore, saltellante sulle note che inseguono il pianoforte sornione ed allegre. Dal pianoforte di Beatrice avanzano all’improvviso i cavalieri di Prokof’ev dalle sonorità prorompenti, danzanti tra i contrasti sonori e la carica propulsiva dei ritmi. Di tutt’altro tono il duetto voce e chitarra sulla storia della dolce Delilah: Anna e Rachele si guardano graziosissime e sorridono raccontando che solo la musica può unire due cuori. A concludere la prima parte del concerto la sonorità anni Quaranta di un allegrissimo trio, Celeste, Maddalena e Sofia dalle chiare voci e decise, sulle note di Joe Garland irresistibili per il pubblico che batte il tempo; finissimi quei fiocchi rosa ripresi dal cravattino di Giacomo alla batteria.

 

La pausa del concerto è il momento dei rituali commenti, saluti, incontri, in allegra confusione come gli intervalli di scuola, gli adulti come i ragazzi. Prima di riprendere le esibizioni si parla di don Lolo, è Lucia Marrese a ricordarlo come amico e collega al Crespi, sottolineando la sua lealtà, la sua comprensione, la sua capacità di far forza agli altri. Eh sì, me lo ricordo benissimo, il mio prof. Commossa, sua sorella Mariella ringrazia il Liceo che è stato importante per Isidoro come la sua Comunità, la Marco Riva per cui stasera raccogliamo i fondi.

 

Ricomincia lo spettacolo con la danza moderna: ci sono Giorgia e Rebecca ad esprimere in una essenziale aria di mistero la percezione della solitudine e della malinconica tristezza sulle note di Easy, di Son Lux. Dopo qualche litigio con i cavi, si passa alla passionalità messicana delle chitarre di Rachele e Francesco, novelli Rodrigo y Gabriela, alle prese con un virtuosismo incalzante, che bravi! E’ Riccardo che trasporta dolcemente gli spettatori sulle romantiche note che John Legend dedica a sua moglie, sua musa. Un altro paesaggio e ben diverso viene magicamente evocato dalla melodia dolente di Shostakowitsch, ricreata dalle dita di Giulia che usa espressivamente il pianoforte per disegnarci le infinite distese della pianura russa. Ma ecco inaspettata la voce da mezzosoprano di Lavinia che interpreta potente la seduzione di Dalila nell’aria di Camille Saint-Saëns: che carisma. Toccante, decisamente suggestivo nella sua delicatezza e contemporanea decisione il notturno di Chopin suonato da Manuela, fa sognare. L’ultima voce singola è quella di Matilde che manda un messaggio di speranza e l’invito a non arrendersi mai a chi sta in un momento difficile, forza! Rise Up!

 

Ma ormai il concerto volge al termine. A occupare il palco e a congedare il pubblico ancora il Coro Polymnia, ora in un classicissimo Let It Be che non si può non ricantare, ora in un pezzo un po’ afrobeat e powerpop, Some Nights dei Fun, che svela nuovi, bravissimi solisti tra il coro (sono proprio cresciuti bene, eh? peccato che siano in quinta, ci mancheranno); ma il gran finale è all’insegna dell’italianità festante: la sala applaude instancabile all’allegria di That’s Amore (con il collaudato siparietto dei tenori del gruppo) e va in delirio con Volare.

 

Tempo di saluti e ringraziamenti, il bravo presentatore con la brava presentatrice riprestata al suo coro chiamano tutti i protagonisti della serata. Si passano i fiori, dedicati anzitutto alla Preside Cristina Boracchi che ogni anno garantisce e sostiene tutto questo, e poi alla prof.ssa Marinella Pariani che da anni presta la sua consulenza coreografica, alle tre efficienti ed iperattive organizzatrici Maria Vittoria,  Simona ed Elisa, alla prof.ssa Tiziana Gesini che ha accompagnato al pianoforte il Coro e a Giacomo il percussionista, e naturalmente al Maestro Monica Balabio per la regale sovrintendenza a tutto il concerto.

 

E’ andato tutto benissimo. In questa notte ormai molto avanzata, mentre finisco queste righe, ancora una volta ringrazio voi ragazzi che ci avete messo il cuore e l’entusiasmo, che avete avuto voglia di raccontare un po’ di voi stessi attraverso gesti parole e suoni, perché noi “grandi” capissimo quanto siete belli dentro e di quanta bellezza siete capaci di inondare il mondo.

 

Marcella Colombo

 

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